Adesso Italia

Approfondimenti2/9/2026

Agentic coding in adesso.it

Il nostro framework agentico per lo sviluppo software enterprise, costruito dal nostro team e adattato a ogni cliente con metodo iterativo.

il punto di partenza

Quando l’AI accelera il coding, l’affidabilità del risultato deve stare al passo. Più il codice viene generato rapidamente, più contano le persone che decidono, integrano e verificano: è lì che si costruisce la qualità, non nella velocità di scrittura. L’agentic coding framework di adesso.it è pensato per adattarsi a ogni cliente e a ogni evoluzione tecnologica, con iterazioni agili.

Di cosa parlerà questa pagina

L’Agentic Coding Framework di adesso.it è il modello di delivery software in cui agenti AI scrivono ed eseguono codice sotto la guida di sviluppatori che definiscono obiettivi, vincoli e criteri di verifica: 

  • I pilastri dell’Agentic Coding: responsabilità umana, valore prima della velocità, governance by design, state-of-the-art engineering. 
  • Il Framework: 6 elementi che ci permettono di costruire un framework su misura per ogni cliente, sulle sue esigenze e sul suo stile di governance, e per ogni tipo di progetto. 
  • Gli impatti dell’Agentic Coding: layer esecutivo e layer situazionale per comprendere dove l’AI accelera e dove l’umano rimane fondamentale. 
  • Coding tradizionale vs agentic coding nelle fasi del progetto: come cambia il peso delle cinque fasi iterative e cicliche di un progetto quando entra in gioco l’Agentic Coding.

Una nuova era del software engineering

Fin dalle sue origini lo sviluppo software è stato un mestiere umano. Oggi diventa un lavoro condiviso con gli agenti AI, che scrivono ed eseguono il codice mentre gli sviluppatori definiscono obiettivi e vincoli, in coerenza con il contesto e le esigenze di business del cliente. I ruoli cambiano di conseguenza: la maestria si sposta dalla scrittura del codice, sempre più delegabile agli agenti, alla capacità di istruire e verificare sistemi che lavorano in autonomia. Nascono team più piccoli, capaci di produrre di più, concentrati sul risultato per il cliente e non sulle ore da rendicontare.

I pilastri dell'Agentic Coding

1.Responsabilità umana

L' Agentic AI può eseguire, ma non decide cosa è accettabile, perché l'intento, il rischio e la responsabilità restano prerogative delle persone. Spetta agli esseri umani prendere le decisioni strategiche e garantire che la tecnologia generi un valore reale, etico e conforme agli obiettivi di business.

2.Valore prima della velocità

L’accelerazione conta solo quando il cambiamento non aumenta il rischio e porta un reale valore di business misurabile. La produttività è strettamente collegata alla riduzione del Time to Value senza compromettere qualità ed evolvibilità.

3.Governance by design

Tracciabilità, verificabilità e controllo fanno parte strutturale del modo di lavorare fin dall'inizio, così da poter sempre ricostruire perché una decisione è stata presa.

4.State-of-the-art engineering

Un framework di esecuzione dello sviluppo agentico, adattato al contesto organizzativo specifico di ciascuna realtà e costantemente aggiornato allo stato dell'arte, per non restare ancorati a pratiche che il mercato supera in pochi mesi.

Il nostro asset: l'Agentic Coding Framework

L’asset risiede nella competenza ingegneristica di adattare il nostro framework per ogni cliente e progetto, cogliendo i benefici delle evoluzioni tecnologiche. Questi sono i 6 elementi del Framework di adesso.it: 

  1. Spec-driven delivery: a ogni iterazione definiamo insieme al cliente obiettivi, vincoli e criteri di accettazione, scritti in una forma che sia leggibile sia dalle persone che dagli agenti. 
  2. Context engineering: un agente lavora bene solo se conosce davvero il cliente: il suo dominio, la sua architettura applicativa, le sue regole di business, i suoi vincoli normativi. Strutturiamo questa conoscenza in una forma interrogabile dagli agenti così che ogni iterazione parta dal contesto reale del cliente, e non da un modello generico. 
  3. Model routing e FinOps: non esiste un solo modello giusto per ogni cosa. Nelle fasi di pianificazione ed esecuzione instradiamo ogni compito verso il modello più adatto, per capacità, e per costo, invece di usare sempre lo stesso motore per tutto. Il controllo che ne deriva non è sul costo della singola inferenza, ma sul costo per outcome: la metrica che rende sostenibile la scalabilità del progetto nel tempo. 
  4. Harness engineering: gli agenti sono potenti ma fallibili: la verifica è la fase su cui investiamo più ingegneria e tempo. Costruiamo un harness di test automatici, guardrail e checkpoint di revisione umana che intercetta gli errori prima che arrivino in produzione. È ciò che rende affidabile un lavoro che, per natura, nasce non deterministico. 
  5. Governance by design: permessi, gestione dei dati e tracciabilità delle decisioni li progettiamo da subito, calibrati sul modello di governance, sul contratto e sui requisiti di sovranità di ogni singolo cliente. È quello che permette a una soluzione di passare da un ambiente controllato a un utilizzo reale in produzione, senza sorprese lungo la strada. 
  6. Learning loop: ogni progetto lascia qualcosa in eredità al successivo: competenze, playbook, controlli riusabili. Chiudiamo il ciclo raccogliendo cosa ha funzionato e cosa no, e portando quell’apprendimento nel progetto seguente. Così il Framework migliora a ogni iterazione. 

    Il Framework segue un ciclo di lavoro, logicamente suddiviso in 7 fasi: Intent, Context, Plan, Execute, Verify, Release, Learn. Possiamo tornare alla fase precedente in qualsiasi momento: è il nostro approccio agile, basato su cicli di iterazioni continue insieme al cliente.

Gli impatti dell'Agentic Coding

L’Agentic Coding produce accelerazione su attività a specifica chiusa e verificabili in autonomia dagli agenti: scrittura ed esecuzione di codice, test front-end e back-end, refactoring su pattern noti, generazione di documentazione. Chiamiamo questa tipologia di attività layer esecutivo. 

Non si registra la stessa accelerazione in tutte le attività che richiedono contesto: decisioni architetturali con impatti trasversali, validazione umana della conoscenza estratta dai sistemi legacy, coordinamento con partner esterni. Chiamiamo quest’altra tipologia di attività layer situazionale. 

Un caso reale documentato da adesso.it, un progetto enterprise nel settore education su base brownfield, mostra la differenza in numeri: il setup infrastrutturale stimato in 30-40 giornate uomo è stato completato in 11 giornate uomo, con un’accelerazione di circa 3 volte, e oltre 900 casi di test sono stati scritti ed eseguiti dall’avvio del progetto, mentre due settimane di sviluppo restavano ferme in attesa di una decisione lato partner esterno, non per un limite tecnico. La lezione è chiara: guadagnare velocità nel layer esecutivo ha senso solo se il layer situazionale la indirizza nella direzione corretta. Altrimenti il rischio si sposta più avanti, dove correggerlo costa di più. A questo si aggiunge una seconda dimensione di benefici: qualità del software più alta perché obiettivi, vincoli e verifiche sono espliciti dalla prima riga di codice, piena tracciabilità delle decisioni anche a distanza di mesi, contesto riusabile sui progetti successivi e governance saldamente nelle mani delle persone.

Coding Tradizionale VS Agentic Coding nelle fasi del progetto

La distinzione tra layer esecutivo e situazionale spiega come cambia il peso delle cinque fasi standard di un progetto quando entra in gioco l’Agentic Coding. Prima, le cinque macro-attività mantenevano un peso relativamente equilibrato; ora l’equilibrio cambia in modo asimmetrico. 

  • Strategy and Discovery appartiene interamente al layer situazionale e diventa ancora più cruciale: in un’epoca di abbondanza di soluzioni tecniche, capire qual è il problema prioritario da risolvere conta più che saperlo costruire e questa scelta non è delegabile agli agenti.  
  • Design and Concept resta nel layer situazionale e mantiene tutto il suo peso: senza un design solido si rischiano soluzioni eleganti ma centrate sull’esigenza sbagliata.  
  • Architecture Design vive sulla soglia tra i due layer: gli agenti supportano la produzione di diagrammi e la valutazione di alternative, mentre le decisioni con impatti trasversali su parco applicativo, sicurezza e modello dati restano governate dalle persone.  
  • Development è la fase propriamente esecutiva, dove l’accelerazione è più visibile con un costo aggiuntivo legato ai token di AI e standard di qualità e sicurezza che restano elevati.  
  • Testing and Deploy vive anch’essa sul confine: la generazione e l’esecuzione dei test sono attività che l’AI sostiene bene, ma proprio perché il codice è generato dall’AI la validazione richiede un processo ancora più strutturato, dove il giudizio umano su cosa verificare a fondo resta decisivo.

adSCAILE: il workflow del Gruppo adesso

Su questi principi si fonda anche adSCAILE, il workflow di sviluppo software agentico del gruppo adesso SE, un riferimento metodologico e tecnologico importante per i nostri team. La base è industriale: il gruppo adesso conta oltre 11.300 persone e un fatturato di circa 1,47 miliardi di euro nel 2025, un ordine di grandezza che rende sostenibile l’investimento continuativo in strumenti proprietari, ambienti di lavoro e certificazioni. 

A rafforzare il workflow c'è la partnership con Anthropic formalizzata nell’agosto 2026, che colloca adesso tra i primi Select Partner del Claude Partner Network a livello mondiale, con oltre 200 esperti del Gruppo in un percorso di certificazione Claude Certified Architect Foundation e accesso privilegiato ai modelli Claude e a Claude Code. 

Su questa base tecnologica si innesta la nostra interpretazione italiana: una governance costruita sul dominio di business specifico, sulla dimensione dei progetti e sulla cultura organizzativa del cliente. 

I nostri principi nello sviluppo agentico poggiano su una base industriale, solida e condivisa, mentre i workflow agentici li scegliamo, volta per volta, per ogni cliente.

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