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Enterprise AI

Componiamo le AI a livello di applicazione enterprise utilizzandola allo stato dell'arte

Cosa troverai nella pagina?

Un prototipo agentico che funziona bene in ambiente controllato non regge automaticamente il passaggio alla produzione: aumentano dati e varietà, il non determinismo dei modelli diventa un rischio, crescono esposizione dei dati e costi computazionali, e il proof of concept deve integrarsi con sistemi che prima non conosceva. adesso.it risponde con un metodo basato su tre leve, conoscenza del dominio di business, ingegneria del sistema, co-design con gli utenti e un’architettura a tre livelli (dati, agenti, governance) pensata per scalare il carico reale. 

Il problema: perché un PoC agentico non scala da solo  
Il metodo: tre leve per ingegnerizzare la soluzione  
Il percorso: quattro fasi dalla validazione al presidio continuo  
L’architettura: dati, agenti, governance

Il problema: Perché un prototipo che funziona in demo non regge da solo in produzione?

Cosa rallenta le aziende di oggi

L'evoluzione delle applicazioni software enterprise porta l'Intelligenza Artificiale a non essere solo una nuova funzionalità tra le altre, ma a rivoluzionare completamente l'esperienza degli utenti, introducendo un "layer agentico" che funge da interfaccia e da orchestrazione tra utenti, dati e applicazioni. Il passaggio da un modello Software as a Service (SaaS) a un'architettura Agent as a Service (AaaS) rappresenta una grande opportunità, di importanza strategica, per le aziende che necessitano di maggiore flessibilità e reattività. 

Tuttavia il percorso è difficile. I prototipi basati su tecnologie di Intelligenza Artificiale dimostrano spesso un'efficacia promettente in ambienti controllati. La vera sfida emerge quando si tenta di scalare queste soluzioni per applicazioni nel mondo reale: 

  • L’aumento della quantità e della varietà di informazioni da gestire mette a dura prova non solo le performance intrinseche dei LLM, che possono manifestare latenze o imprecisioni crescenti, ma anche l'efficienza delle architetture di data ingestion e processing a monte.
  • La natura non deterministica degli LLM introduce un errore intrinseco che, sebbene accettabile in un PoC, diventa critico quando ha un impatto su processi core e decisioni aziendali. 
  • Con l'aumento della quantità di dati processati, cresce anche il rischio di esposizione involontaria di dati sensibili o di attacchi malevoli, introducendo nuove criticità in termini di sicurezza e privacy. 
  • La scalabilità dei modelli AI comporta un aumento esponenziale dei costi computazionali, in termini di GPU, memoria e potenza di calcolo. 
  • I PoC spesso operano in isolamento, ma la scalabilità richiede un'integrazione con l'infrastruttura IT e i sistemi aziendali esistenti, che va gestita.

Il metodo di adesso.it

DA PROTOTIPI AI A APPLICAZIONI AGENTICHE ENTERPRISE

Il nostro valore distintivo risiede nella capacità di ingegnerizzare e trasformare idee e prototipi in soluzioni AI robuste, scalabili e integrate nei processi aziendali. Lo facciamo seguendo un approccio metodologico che poggia su due pilastri fondamentali. 

  1. Partiamo dalla conoscenza del dominio di business e tecnologico dei nostri clienti. La capacità che ci contraddistingue di comprendere e progettare evoluzioni del parco applicativo delle aziende, ci permette di non limitarci a pensare a innovazioni stand-alone, ma a concepirle all’interno dell’ecosistema tecnico e di business del cliente: 
    • Dati: analizziamo le diverse fonti dati dei clienti, la loro struttura e qualità, per costruire pipeline di ingestion e processing efficienti e affidabili. 
    • Applicazioni: conosciamo le architetture dei sistemi esistenti, assicurando un’integrazione fluida ed evitando di creare silos tecnologici. 
    • Processi: mappiamo i flussi di lavoro che l’AI andrà a potenziare, per garantire che la soluzione si integri senza frizioni e porti valore reale. 
  2. Ingegnerizziamo soluzioni robuste, flessibili e sicure. Per superare le sfide intrinseche dell’AI (non determinismo, costi, sicurezza), applichiamo un framework di sviluppo rigoroso, per guidare e contenere il comportamento delle applicazioni attraverso pratiche ingegneristiche mirate: 
    • Sviluppo agile e feedback continuo: utilizziamo cicli iterativi brevi (sprint) con demo frequenti. Questo approccio incrementale permette di raccogliere feedback costanti dagli stakeholder, correggere la rotta rapidamente e fornire valore di business fin dalle prime fasi. 
    • Affidabilità, trasparenza e controllo: tramite un approccio di Adaptive Test Driven Development, definiamo metriche di performance oggettive e sottoponiamo il sistema a batterie di test continui per identificare e mitigare comportamenti inattesi, garantendo la coerenza delle risposte. Progettiamo sistemi in cui è sempre chiaro quando l’utente interagisce con un’AI e prevediamo punti di controllo dove un supervisore umano può validare o correggere le decisioni cruciali, garantendo controllo e accountability. Implementiamo meccanismi di sicurezza che, in caso di malfunzionamento o risposte anomale dell’AI, assicurano la continuità del servizio, passando il controllo a logiche predefinite.  
    • Compliance e Privacy by Design: fin dalla fase di architettura, analizziamo i vincoli (come il GDPR) a cui l’azienda è soggetta, caso per caso. Questa analisi guida la scelta degli strumenti e delle piattaforme da utilizzare, che garantiscano la riservatezza delle informazioni private e confidenziali e la protezione della proprietà intellettuale.

 

3. Percorso consapevole e umano-centrico. Adottiamo un approccio di co-design che coinvolge attivamente gli utenti e gli stakeholder per modellare agenti intelligenti che riflettano i reali bisogni operativi, decisionali e relazionali del contesto in cui andranno a operare. Questo approccio consente di integrare l’intelligenza artificiale con quella umana, valorizzandone il pensiero critico, l’intelligenza contestuale e la capacità di giudizio. Solo così è possibile realizzare soluzioni realmente scalabili in termini di adozione, sostenibilità e impatto sull’organizzazione. 

4. Scalabilità economicamente sostenibile. A differenza del software tradizionale, i costi dell'AI generativa non godono di economie di scala native: ogni inferenza si paga a token, e all'aumentare dei volumi la crescita può fermarsi prima per motivi economici che tecnici (inference ceiling). Scalare un progetto AI dal pilot alla produzione, e poi nel portfolio aziendale, richiede quindi un approccio di Cost Engineering fin dalle prime fasi.Adottiamo un approccio FinOps interfunzionale che unisce engineering, finance e business su tre leve: monitoraggio e attribuzione dei consumi,ottimizzazioni tecniche che agiscono sul costo unitario, governance del portfolio.

TRE PILASTRI PER PORTARE L'AGENTIC AI DAL PROTOTIPO ALLA PRODUZIONE

Tre livelli che lavorano insieme: dati, agenti, governance 

 
Non pensiamo le soluzioni di Agentic AI come innovazioni stand-alone: le costruiamo dentro l'ecosistema tecnico e di business del cliente. La soluzione si struttura su tre livelli distinti ma coordinati, ognuno con un'architettura di riferimento e la disciplina ingegneristica che la rende robusta, scalabile e realmente integrata. 

1

LIVELLO INFORMATIVO

La conoscenza del dominio come base   
Un Corporate Knowledge Graph modella dati, applicazioni e processi del cliente come un reticolo di relazioni reali, rendendoli strutturati e interrogabili dagli agenti. Partiamo dai dati, dalle applicazioni e dai processi reali del cliente non da un modello astratto: pipeline di ingestion affidabili sulle fonti esistenti, integrazione senza creare nuovi silos, mappatura dei flussi che l'AI potenzierà.

2

LIVELLO APPLICATIVO

Agenti che collaborano, persone che decidono   
Un'architettura cloud-native multi-agentica, in cui più agenti collaborano su fasi diverse dello stesso processo, ciascuno con una responsabilità precisa e definita. Il disegno degli agenti nasce da un co-design umano-centrico: coinvolgiamo utenti e stakeholder per modellare comportamenti che riflettano bisogni operativi e decisionali reali, integrando intelligenza artificiale e giudizio umano invece di sostituirlo.  

3

LIVELLO DI GOVERNANCE

Controllo end-to-end del sistema agentico   
Integrazione con i sistemi esistenti, guardrail multilivello, observability, evaluation by design, FinOps. Un framework di sviluppo rigoroso guida e contiene il comportamento del sistema: Adaptive Test Driven Development, checkpoint umani sulle decisioni cruciali, compliance e privacy by design fin dall'architettura.

I benefici dello Scaling AI

Grazie all’integrazione con i sistemi aziendali e alla capacità di memorizzazione delle informazioni, gli agenti rivoluzionano le modalità di utilizzo degli applicativi enterprise. La logica di business si sposta verso un nuovo layer AI, capace di interagire direttamente con i dati aziendali. Ecco dove si vede l’effetto, livello per livello.

Personalizzazione delle soluzioni

Soluzioni su misura 

 
Gli agenti supportano casi d'uso specifici per settore e per singola azienda.

Produttività

Decisioni sui dati reali  
Un agente decide su dati aziendali in tempo reale, riducendo errori e velocizzando i processi.

Usabilità

Interazione personalizzata 

 
Gli agenti interagiscono in base al dominio applicativo, migliorando il rapporto tra sistemi e utenti

Maggiore scalabilità

Volumi senza costi lineari 

 
Si gestisce un volume di operazioni virtualmente illimitato senza aumentare proporzionalmente personale e costi fissi.

Governance

Rischio sotto controllo 

 
Guardrail multipli, checkpoint umani sulle decisioni cruciali e controllo dei costi computazionali in produzione.

Scalabilità economicamente sostenibile

FinOps interfunzionale 

Un approccio FinOps che unisce monitoraggio dei consumi, model routing, prompt e semantic caching per tenere il costo per inferenza sotto controllo mentre i volumi crescono.

Risorse per approfondire:

Approfondimenti

Oltre l'Inference Ceiling: come gestire il costo dei token

28/8/2026

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Le domande che ci fanno più spesso

1.Cosa significa "Enterprise AI"?

Enterprise AI è il servizio con cui si trasforma un prototipo di Agentic AI, efficace in un ambiente controllato, in un'applicazione enterprise robusta: integrata nei sistemi esistenti, governata da checkpoint umani nei punti che contano, e sostenibile quando crescono volume di dati, utenti e costi computazionali.

2.Perché un prototipo che funziona in demo spesso non regge in produzione?

Perché aumentano insieme quantità e varietà dei dati da gestire, la natura non deterministica dei modelli diventa un rischio quando incide su decisioni core, cresce l'esposizione di dati sensibili e i costi computazionali salgono in modo esponenziale, mentre il proof of concept, nato isolato, deve integrarsi con l'infrastruttura IT esistente.

3.Che cos'è il passaggio da SaaS ad Agent as a Service (AaaS)?

È il passaggio da applicazioni pensate come software da usare a un layer agentico che orchestra direttamente utenti, dati e applicazioni, diventando l'interfaccia primaria attraverso cui il lavoro viene svolto, non solo una funzionalità aggiuntiva del software esistente.

4. Come si governa il non determinismo di un sistema agentico in produzione?

Con un ciclo di Adaptive Test Driven Development che sottopone il sistema a batterie di test continui, punti di controllo dove un supervisore umano valida le decisioni cruciali, e guardrail a più livelli sull'intero sistema agentico, dal livello dei dati a quello applicativo fino alla governance end-to-end.

5.Qual è il vantaggio competitivo nello scalare l'Agentic AI in azienda?

Non è la tecnologia in sé, ormai matura, ma la capacità di orchestrare e supervisionare gli agenti lungo tutto il ciclo di vita: dalla validazione di dati e casi d'uso alla data foundation, dall'orchestrazione del processo target al presidio di controllo, osservabilità e costi computazionali nel tempo.

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