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Career Story31/8/2026

Career Story - Francesco Robustella, Business Developer

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Career Story di

Francesco Robustella

Business Developer

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Ciao Francesco, raccontaci il tuo ingresso in adesso.it: sei arrivato in un momento storico decisamente particolare, vero? 

Sì, sono entrato in azienda a marzo 2020, esattamente nei giorni in cui è iniziato il primo lockdown. Ho fatto in tempo a vivere un solo giorno in ufficio prima che passassimo tutti al lavoro da remoto. Nonostante questo avvio insolito, l’impatto è stato incredibilmente positivo. Il mio primo incarico è stato per un importante progetto di smart banking dedicato alle PMI per una primaria realtà del settore finanziario. Eravamo un team numeroso e coeso: lavorando a distanza, abbiamo raggiunto livelli di produttività pazzeschi e tempi record, consegnando un software di elevatissima qualità entro il budget e le scadenze prefissate. È stata una vera impresa che ha dimostrato fin da subito la grande solidità metodologica e umana dell'azienda. 

Qual è stato il tuo percorso all'interno dell'azienda e di cosa ti occupi oggi? 

Sono entrato con il ruolo di Product Owner, gestendo e facilitando lo sviluppo del prodotto. Successivamente, ho avuto l'opportunità di guidare progetti ad alto impatto per grandi marchi internazionali del settore fashion e retail, lavorando a stretto contatto con le loro organizzazioni e coordinando team multidisciplinari e distribuiti. Con il tempo e con la crescita delle mie competenze, il mio ruolo si è evoluto naturalmente verso quello di Business Developer e Account Manager. Oggi mi occupo di intercettare i bisogni dei clienti, definire il valore delle soluzioni tecnologiche che offriamo e costruire relazioni solide e di lungo periodo. 

Qual è stato il tuo background formativo e professionale prima di approdare qui? 

Ho una formazione in Economia e Marketing . La mia passione per il digitale è nata sul campo, quando ho realizzato il primo e-commerce per l'attività artigianale di mio padre. Successivamente ho co-fondato una realtà specializzata in sviluppo web, app e digital marketing, per poi lavorare all'interno di un importante system integrator con una forte presenza sul mercato. Lì mi occupavo di integrare piattaforme digitali con complessi sistemi ERP: un'esperienza che mi ha permesso di confrontarmi con tecnici esperti e sviluppare una profonda comprensione delle logiche informatiche e di architettura software. 

Dal lavoro artigianale di tuo padre alla tecnologia: trovi dei punti in comune tra questi due mondi? 

Trovo una grande affinità tra l'artigianato e il lavoro dei nostri team di sviluppo: in entrambi i casi si crea qualcosa dal nulla, unendo visione e tecnica. L'insegnamento più prezioso che ho tratto affiancando mio padre è stato imparare a "tradurre" le esigenze del cliente in un linguaggio strutturato e concreto. Nel mio ruolo di Business Developer, questa si è rivelata una competenza fondamentale: non mi limito a raccogliere le richieste, ma aiuto a facilitare questo processo di traduzione, guidando la strategia e fornendo una direzione chiara ai team tecnici. È una qualità che permette di allineare gli obiettivi di business del cliente con le scelte tecnologiche più efficaci. 

Come è avvenuto il passaggio dal ruolo tecnico-operativo di Product Owner a quello di Business Developer? 

È stato un passaggio del tutto naturale. Come Product Owner gestisci già il perimetro, il valore e il ROI di un progetto, misurando l'impatto che l'investimento genererà per il cliente. Portare queste competenze nella fase di sviluppo business mi permette di offrire un grande valore aggiunto: conoscendo dall'interno le dinamiche di delivery, i tempi e le architetture, riesco a capire subito se una promessa commerciale è davvero realizzabile. Questo garantisce massima trasparenza verso il cliente fin dal primo giorno e rafforza la fiducia reciproca. 

L'azienda ti ha supportato in questa evoluzione di carriera? 

Assolutamente sì. Il passaggio è stato pianificato e affiancato insieme all'azienda. Ho avuto l'opportunità di lavorare al fianco di figure senior per apprendere gli aspetti contrattuali e gestionali più complessi, partecipando al contempo a corsi di formazione specifici. La formazione continua è uno dei grandi punti di forza e dei veri fattori differenzianti di adesso.it, che investe costantemente sulla crescita delle proprie persone. 

A proposito di rientro in presenza dopo la pandemia: che valore ha avuto per te ritrovare il contatto diretto? 

Il lavoro da remoto era già strutturato benissimo grazie alle metodologie agili e a strumenti condivisi, che non ci hanno mai fatto sentire soli. Tuttavia, tornare in presenza ha portato una marcia in più. Durante la gestione di importanti clienti enterprise, passavamo diversi giorni alla settimana presso le loro sedi insieme al team. Questa vicinanza ci ha permesso di comprendere a fondo le loro dinamiche organizzative e di creare un clima di grande affiatamento. Condividere momenti informali, come un caffè o un viaggio insieme, crea una coesione e una fiducia che si riflettono direttamente sulla qualità del lavoro. 

Guardando indietro al tuo percorso, qual è la soddisfazione più grande che ti porti a casa? 

Sicuramente vedere che i prodotti e le soluzioni che abbiamo progettato e sviluppato anni fa sono ancora oggi operativi, apprezzati e centrali per i processi dei nostri clienti. Ma la soddisfazione più grande riguarda la crescita umana e professionale: vedere colleghi, sviluppatori e analisti con cui ho lavorato e condiviso sfide evolvere e raggiungere traguardi importanti all'interno dell'azienda è qualcosa che non ha prezzo. 

Che consiglio daresti a chi sta per entrare in adesso.it? 

Consiglierei di vivere appieno la dimensione umana e collaborativa dei colleghi. In adesso.it c'è una cultura dell'ascolto e dell'aiuto reciproco incredibile: qualunque sia il tuo ruolo, trovi sempre qualcuno pronto a supportarti, dall'amministrazione ai team di sviluppo. Il mio consiglio è di essere curiosi, sfruttare tutto il materiale formativo a disposizione e non aver paura di esprimere le proprie idee. Le esperienze e i punti di vista di chi entra vengono accolti sempre con grande apertura ed entusiasmo. 

Oltre al lavoro in azienda, sappiamo che ti dedichi a progetti con un forte impatto sociale. Ti va di raccontarceli?

Nel 2019, insieme ad altri ragazzi, ho co-fondato un'associazione del Terzo Settore chiamata Bee-Entrepreneurs. Abbiamo creato un programma, Startup Africa Roadtrip, nato con l'obiettivo di selezionare e supportare giovani startup nei paesi in via di sviluppo, in particolare nell'Est Africa come Uganda e Kenya. Organizziamo bootcamp intensivi per aiutare questi giovani imprenditori a strutturare i loro business plan, affinare il pitching e digitalizzare i prodotti, fino a portarli in Italia per incontrare investitori. È un'esperienza di contaminazione culturale e professionale straordinaria, che mi ha insegnato moltissimo e che continua a generare un impatto reale sul territorio.